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Massimo Navarra e la conquista della normalità: “La disabilità non è un limite. Noi genitori abbiamo imparato insieme a lui”

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27.02.2026

Massimo Navarra compirà 18 anni il 13 marzo. La sua forza nel racconto dei genitori

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Pozzo D’Adda (Milano), 27 febbraio – Massimo Navarra compirà 18 anni il 13 marzo. Li ha trascorsi combattendo per conquistarsi uno scampolo di normalità, dopo la diagnosi di una malattia rara: sindrome di Norrie. Una mutazione genetica che provoca cecità. Al suo fianco papà Mauro, mamma Enza, la sorellina Alice e la Lega del Filo d’oro, insieme hanno fatto la differenza fra una vita piena e l’isolamento.

La storia di questo adolescente di Pozzo d’Adda, paesino alle porte di Milano, arriva dritta al cuore: quando è nato non ci vedeva, alle elementari si è aggiunta la sordità, alla quale si è rimediato con gli impianti cocleari, adesso frequenta il liceo delle Scienze umane, gioca a basket nella squadra di Brescia che ha vinto il campionato nazionale e suona la batteria in una band che fra hinterland e Brianza fa furore. Alla festa di compleanno ci saranno tutti quelli che l’hanno accompagnato in questo lungo percorso.

Massimo con la sorella Alice e i genitori Mauro ed Enza

Partire dalla potenzialità

Un altro tassello di quella quotidianità che i suoi genitori hanno sempre sognato per lui. Ma è stata dura. “Per frequentare le elementari facevamo 80 chilometri al giorno - racconta Enza - abbiamo trovato una scuola a Brescia in grado di valorizzare le sue peculiarità. Volevamo che avesse un’istruzione di prim’ordine”. La vita della coppia cambia dopo la nascita del figlio. “Ci hanno detto subito che c’era un problema serio. Ci siamo ritrovati con il bambino fra le braccia disorientati, senza sapere cosa fare. Abbiamo imparato insieme a lui”.

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È stato Massimo a guidarci passo dopo passo - aggiunge Mauro - ha sempre compensato le sue difficoltà lasciandoci di stucco: giocava, comunicava, imparava. Se ascoltava un brano al pianoforte, era in grado di rifarlo immediatamente”. Fino al secondo scoglio: “La sordità. Superata dagli interventi, ma è facile immaginare le difficoltà”. A fare la differenza negli anni, “l’inversione di paradigma che abbiamo trovato al Filo d’oro - raccontano i genitori - . Non partono dai limiti, ma dalle potenzialità di ciascuno costruendo un progetto su misura e oggi siamo qui. Noi non abbiamo mai smesso di credere in nostro figlio”.

Massimo e il talento per la batteria

Creare legami

“Quando era piccolo avevo tappezzato la casa di indicatori tattili per porte e finestre - dice Mauro - a volte basta poco per includere. Una parola che oggi si spende molto, ma lontana dall’avere un significato concreto”. Il rapporto con i coetanei è un punto dolente “lui li cerca tantissimo, ma ha legami soprattutto con ragazzi disabili, gli altri restano a distanza”. “Non per timore o spocchia, ma credo soprattutto per incapacità - chiarisce Enza -. È un aspetto su cui c’è ancora molto da lavorare”.

Massimo, però, può contare su due legami speciali “quello con la sorella Alice, davvero molto forte, si proteggono a vicenda, si cercano, litigano come tutti i fratelli, e quello con la fidanzatina: si frequentano da un anno”. “Accettare la condizione di mio figlio è stato un passaggio delicato, - conclude la mamma - vorrei poter raccontare a tutti l’amore che ci unisce”. Non servono altre parole, basta ascoltarli.

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