Comunioni il 25 Aprile in Brianza, l’Anpi non ci sta: “Sovrapposizione inopportuna"
Celebrazioni per il 25 Aprile; a destra, sacerdote celebra il rito della Comunione
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SeguiciLesmo, 15 aprile 2026 – Scontro tra calendario liturgico e memoria civile, a Lesmo e Camparada scoppia il caso comunioni. A far discutere è la decisione della parrocchia di celebrare le Prime Comunioni il 25 Aprile, Festa della Liberazione, scelta che ha provocato la dura presa di posizione dell’Anpi di Arcore, punto di riferimento sul territorio.
L’associazione partigiana parla senza mezzi termini "di una decisione inopportuna", sottolineando "come la sovrapposizione rischi di penalizzare la partecipazione dei cittadini alle celebrazioni istituzionali". "Il 25 Aprile non è una data qualsiasi – ribadiscono i partigiani in una nota – ricordando il valore fondativo della Liberazione per la storia democratica del Paese".
Il contributo
Nel mirino non c’è solo l’aspetto organizzativo, ma anche quello simbolico. L’associazione ricorda infatti "il contributo di molti sacerdoti alla Resistenza" e cita figure come don Giuseppe Morosini e don Giovanni Minzoni, "a testimonianza di un legame storico tra fede e impegno civile".
Da qui la critica: celebrare un sacramento in una data così significativa, senza tener conto del suo valore ideale, "rischia di apparire come una mancanza di rispetto verso la memoria condivisa". Più che uno scontro tra fede e istituzioni, l’Anpi invita a leggere la vicenda come un’occasione mancata: "Trasformare un momento importante per i giovani in uno spazio di riflessione anche sui valori della libertà e della democrazia".
Il commento
Prende posizione anche il consigliere regionale Jacopo Dozio (Forza Italia). "Le due cerimonie possono convivere – dice –. La polemica di Anpi è inopportuna, credo che nessuno stia cercando di sminuire il 25 Aprile. Le famiglie possono partecipare in modi diversi e, forse, l’associazione anziché mettersi in contrapposizione, avrebbe potuto cogliere questa occasione per unire i due momenti, invece di considerarli alternativi".
Nessuna replica da parte del parroco don Mauro Viganò. Dietro alla scelta ci sarebbero ragioni pratiche legate alla vita della parrocchiale, tra impegni già fissati e l’imminente visita dell’arcivescovo Mario Delpini. Resta così una polemica tutta giocata sul significato delle date. Perché quando il 25 Aprile entra in agenda, non è mai solo una questione di calendario.
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