Range Expansion Index (REI) di Tom DeMark: funziona davvero?
Nel trading esistono centinaia (se non migliaia) di indicatori. Alcuni sono estremamente semplici, altri più complessi; alcuni sono “classici” e datati, altri decisamente più moderni. In mezzo a questo rumore, però, ci sono pochi nomi che hanno davvero lasciato un’impronta riconoscibile nel modo di leggere il mercato.
Uno di questi è Tom DeMark: un ideatore che ha portato nel mondo dell’analisi tecnica un approccio spesso diverso dal solito, più logico e condizionale.
In questo articolo, svilupperemo una strategia sul future del Nasdaq (NQ) basata su uno dei suoi indicatori più noti: il Range Expansion Index (REI).
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Il Range Expansion Index (REI) è uno di quegli indicatori che, a prima vista, sembrano un oscillatore come tanti. In realtà l’idea che c’è dietro è diversa: DeMark non vuole semplicemente misurare le fasi di ipercomprato/ipervenduto, ma provare a isolare quando il prezzo si sta davvero espandendo in modo significativo.
Il punto di partenza è semplice: si osserva come cambiano massimi e minimi rispetto alle due barre precedenti:
Che successivamente verranno sommati come di seguito:
A questo punto, DeMark introduce un concetto chiave del suo modo di ragionare, cioè l’uso di condizioni logiche per filtrare le fasi da lui considerate trascurabili, ovvero quando il prezzo si muove poco.
Nello specifico, il BaseMove appena introdotto verrà considerato solo se varranno passati i seguenti filtri:
In altre parole, se i minimi risultano compressi rispetto a valori precedenti, quella barra non verrà considerata e l’indicatore avrà valore 0.
In questo caso, invece, se i massimi risultano compressi rispetto a valori precedenti, quella barra non verrà considerata e l’indicatore avrà valore 0.
Come ultimo passaggio l’indicatore viene normalizzato, e dunque trasformato in un indice confrontabile nel tempo che ruota attorno al valore zero. Per effettuare questa normalizzazione verranno confrontati i valori attuali........
