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Graziottin: «Accorgersi, ringraziare, dormire: tre parole chiave per il 2026»

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05.01.2026

Quante parole comprende la nostra splendida lingua italiana? Circa 260.000, che possono arrivare a 2.000.000 se includiamo lessemi e coniugazioni di verbi. Secondo il professor Tullio De Mauro, linguista di rara caratura, una persona di cultura medio-alta ne usa circa 47.000. L'uso si riduce a 6.500 nel linguaggio della vita quotidiana. Un adolescente italiano medio ne usa 2.000-3.000, arricchite da termini inglesi e gergali del web, per cui, secondo gli ottimisti, l'orizzonte linguistico non sembra nero. Tuttavia i numeri assoluti fanno riflettere. Importante: la riduzione numerica si accompagna alla perdita di percezione della profondità e della potenza delle parole, che si radica nella loro etimologia. Trascurato il latino e abbandonato il greco, con un livello d'istruzione in caduta libera, ecco che quella ricchezza espressiva del pensiero si appanna, si stempera e si perde, come un segno fugace sulla sabbia della mente. Portando con sé anche lo spessore riflessivo e l'arcobaleno di significati, sfumature e risonanze semantiche e associative che quell'etimo include. Certo, a patto che anche l'interlocutore possieda e assapori quella ricchezza comunicativa, invisibile eppur luminosissima, di significati e di pensiero.

All'inizio del

© Il Gazzettino