Legge elettorale da rivedere, strapotere ai segretari. Parla Quagliarello
"Schema razionale, suscettibile di miglioramenti, la maggioranza si mostri dialogante"
Un pastrocchio, un Frankenstein o, al contrario, un buon canovaccio verso una maggiore governabilità? Non è passato neanche un giorno dal momento in cui la montagna governativa ha partorito una legge elettorale palindroma: che uno la legga da destra o da sinistra, l’impressione, magari non svelata ufficialmente, è che ci si trovi di fronte a un testo che potrebbe “convenire” sia alla premier Giorgia Meloni sia alla segretaria dem Elly Schlein. Intanto, però, la futuribile legge detta Stabilicum, proporzionale con premio di maggioranza e sbarramento al 3 per cento, niente preferenze, niente indicazione del premier sulla scheda e ballottaggio in caso nessuna delle due coalizioni raggiunga il 40 per cento, resta un oggetto polemico nelle mani di detrattori ed estimatori. Ma, su un piano di realtà, che legge è? Lo chiediamo a Gaetano Quagliariello, già parlamentare per Forza Italia e Pdl, ex ministro per le Riforme costituzionali nel governo Letta, docente alla Luiss e presidente della Fondazione Magna. “Non amo l’attuale legge elettorale”, premette Quagliariello, “e, a livello di schema di base, trovo oggettivamente più lineare il nuovo impianto – un impianto che rimanda in parte alla legge del ’53 e in parte all’Italicum di Renzi, ma che non dovrebbe destare scandalo rispetto al premio di maggioranza, ormai legittimato sia dalla storia sia dalla prassi politica”. C’è chi la considera, in........
