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La difesa: «Documenti acquisiti senza controllo e contraddittorio, violati diritti fondamentali»

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I materiali di intelligence militare non possono fondare procedimenti penali: è quanto dichiarano in una nota i difensori (Nicola Canestrini, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gilberto Pagani, Pier Poli, Marina Prosperi, Nabil Ryah, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale, Samuele Zucchini) dei 33 indagati (di cui sei agli arresti e due latitanti), tra cui il leader dell’associazione palestinesi d’Italia, Mohammad Hannoun, nel procedimento per asserito finanziamento dell’organizzazione terroristica di Hamas, condotta dalla Dda di Genova.

Tale eccezione sarà sollevata durante l’udienza al Tribunale del riesame di Genova per la scarcerazione che si terrà venerdì. Ma vediamo nel dettaglio. La difesa denuncia «una grave torsione dei principi dello Stato di diritto, della cooperazione penale internazionale e delle garanzie fondamentali del processo penale», eccependo tecnicamente l'inutilizzabilità ex art. 191 c.p.p. dei materiali informativi israeliani (c.d. “Avi”) posti a fondamento della misura cautelare, «in quanto affetti da un cumulo insanabile di deficit che ne precludono qualsiasi valenza probatoria», trattandosi, appunto, di materiale di intelligence, non validato, né sottoposto a controllo giurisdizionale, acquisito in assenza di contraddittorio, quindi pure in violazione dell’articolo 111 della Costituzione.

«Nessun giudice israeliano ha mai........

© Il Dubbio