La costituzionalista: riforma coerente con il giusto processo, due Csm e sorteggio per superare le degenerazioni correntizie
Marilisa D’Amico, ordinaria di Diritto costituzionale alla Statale di Milano: lei il 12 gennaio sarà a Firenze all’iniziativa “La sinistra che vota Sì”. Perché dovrebbe venire proprio da sinistra un voto favorevole alla separazione delle carriere?
Perché questa riforma parte da lontano, dalla riforma del codice di procedura penale che introduce la parità fra accusa e difesa, voluta dalla Costituzione, dall’introduzione dei principi del giusto processo nell’articolo 111. Negli anni, a sinistra, ci siamo battuti per i diritti delle persone e per il garantismo nel processo. C’è una sinistra riformista che considera alcune riforme costituzionali necessarie per il bene del paese, una sinistra innovatrice e non conservatrice.
“La Costituzione non si modifica a colpi di maggioranza”, ha spesso ripetuto il Pd. Cosa ne pensa?
Purtroppo la prima grande riforma voluta da una parte politica contro l’altra, va ammesso, l’ha fatta proprio la sinistra, nel 2001, riformando ampiamente il Titolo V della Costituzione. E tranne pochissimi e recenti casi, come per l’ambiente e lo sport, si è continuato a elaborare riforme che sembrano appartenere a una parte sola, e che scaricano sui cittadini, per via di uno scontro che diventa anche politico, il peso della scelta. Ma proprio per questo, invece, penso che al di là della situazione contingente occorrerebbe concentrarsi sui contenuti e non su miopi battaglie politiche di breve periodo. Quante persone che nel 2016 hanno osteggiato la riforma costituzionale voluta da........
