Nel messaggio di fine anno una rampogna durissima a destra e sinistra: troppe polemiche, poca responsabilità
Con gli abituali modi discreti e l'eloquio indiretto di schietta derivazione democristiana, Sergio Mattarella ha picchiato durissimo. Ha travestito da invito al dialogo quella che era in realtà una severa rampogna, ma il costume era volutamente sottile acciocché nessuno potesse equivocare sul significato reale della frustata.
Ha scelto un paragone impietoso: quello tra i costituenti, che ottant'anni fa erano in grado di darsele di santa ragione al mattino, sulle leggi ordinarie, salvo poi lavorare fianco a fianco il pomeriggio, quando in ballo c'erano le regole comuni, l'interesse di tutti i cittadini, gli orizzonti ampi. Ha ricordato anche che la crisi più grave vissuta dalla Repubblica nei suoi primi 8 decenni di vita, il terrorismo, fu superata "grazie all'unità delle forze politiche e sociali, capaci di difendere i princìpi fondativi della Repubblica". Forse la sferzata più tagliente è stata accusare i politici, di destra sinistra e centro, di abusare di "ogni circostanza" per scambiarsi "accuse reciproche di cui non conta il fondamento ma soltanto la forza........
