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La premier prova a non scontentare nessuno, sia sul fronte interno che su quello internazionale

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07.01.2026

Negli ultimi giorni Giorgia Meloni è tornata a fare una delle cose che, per virtù o per necessità, le riescono meglio: l’equilibrista. Con una serie di dossier ad alto tasso di conflittualità, sul fronte interno della maggioranza e su quello esterno europeo e atlantico, la presidente del Consiglio ha scelto la linea del bilanciamento costante, evitando strappi e cercando di tenere insieme interessi divergenti.

Una strategia che, almeno per ora, sembra funzionare, come dimostrano gli esiti su Groenlandia, Mercosur, fino al compromesso maturato ieri a Parigi tra oltre trenta capi di Stato e di governo sulle garanzie di sicurezza per Kiev nel post-conflitto.

Sulla Groenlandia Meloni ha sottoscritto la dichiarazione congiunta di sette Paesi europei – tra cui Francia, Germania, Spagna e Danimarca – che ribadisce l’inviolabilità dei confini ma, allo stesso tempo, chiama Washington a una collaborazione strutturata per la sicurezza collettiva nella regione.

Un testo calibrato, che consente all’Italia di restare agganciata al fronte europeo senza trasformare il messaggio in una sfida frontale agli Stati Uniti, in una fase in cui la postura americana resta decisiva anche su altri dossier........

© Il Dubbio