Le indagini della procura di Roma appaiono ferme e alimentano polemiche e interrogativi sulla libertà di stampa
Fra i fatti di cronaca giudiziaria che nel 2025 hanno avuto grandissima risonanza nell'opinione pubblica vi è certamente l'attentato, avvenuto nella notte fra il 15 e 16 ottobre scorso, a Sigfrido Ranucci, conduttore di Report su Rai3.
Un episodio che, come si ricorderà, finì anche all'attenzione del Parlamento europeo a proposito del dibattito sulla libertà di stampa e sulle minacce ai giornalisti investigativi.
Da allora, però, le indagini per risalire agli esecutori dell'attentato paiono essere finite su un binario morto, circostanza che nelle ultime settimane ha suscitato il durissimo intervento del senatore Alberto Balboni (FdI), presidente della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama.
«La Procura di Roma brancola nel buio. Dopo le indiscrezioni sul coinvolgimento di fantomatici ex militari dell'Est Europa, della malavita albanese, della criminalità connessa agli ultrà di calcio, la Procura starebbe seguendo la pista camorristica per via di una lettera anonima ricevuta e ciò a indicare che le indagini sono ancora a un punto morto», aveva stigmatizzato Balboni. «E questo - aveva aggiunto - nonostante sia stata posizionata un’artigianale bomba carta, ovviamente priva di........© Il Dubbio
