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Parla Shervin Haravi, giurista e studiosa di diritti umani: «Siamo di fronte al più grande massacro nella storia contemporanea del Paese, consumato nel giro di pochi giorni»

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Il numero delle vittime delle proteste in Iran è ancora molto incerto. Un funzionario iraniano, interpellato dalla Reuters, parla di duemila morti, compresi numerosi membri del personale di sicurezza. Il giornale online “Iran International” sostiene che le persone uccise sono almeno 12mila. I referenti iraniani delle organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani – tra queste “Iran Human Rights” - dicono di aver contato centinaia di morti tra le strade e negli obitori. Come accade nei casi in cui è ostacolato l’accesso alle informazioni, fare stime esatte diventa molto difficile. Di sicuro le immagini di decine di corpi nei sacchi neri dimostrano gli effetti dei violenti scontri nelle piazze e che, come ha evidenziato il New York Times, «il governo iraniano sta conducendo una delle più sanguinose repressioni dei disordini degli ultimi dieci anni». La violenza messa in atto sarebbe tra «le peggiori nella storia recente dell’Iran».

Secondo Shervin Haravi, giurista ed esperta di diritti umani, le manifestazioni di protesta potrebbero infliggere un duro colpo alla Repubblica Islamica, che alla forza brutale contro la popolazione affianca il blocco delle comunicazioni con il resto del mondo. Dagli Stati Uniti nel frattempo è giunto l’incoraggiamento di Donald Trump. «Patrioti iraniani, continuate a protestare - occupate le istituzioni!!!», ha scritto sul social........

© Il Dubbio