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Per sorteggio vengono nominate le giurie popolari che hanno il potere di mandare in galera, addirittura all’ergastolo, i cittadini

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03.01.2026

di Fabrizio Cicchitto

Non c’è niente di peggio delle mele marce. Questa è - sia detto senza nessuna volontà di offendere - la situazione che riguarda la magistratura dopo che anni fa non si sono tratte le dovute conseguenze dalla trasformazione del sistema inquisitorio al sistema accusatorio. Questa crisi della magistratura si è risolta anche in una crisi dell’Italia perché si è tradotta nell’involuzione dello stesso sistema politico largamente influenzato dalla magistratura dagli anni '90 in poi.

La trasformazione del rito inquisitorio a quello accusatorio avrebbe dovuto portare come logica e quindi immediata conseguenza a ciò di cui stiamo parlando solo adesso, dopo che è avvenuto di tutto, anche il fatto che nel ‘92-‘94 gli interventi di due pool, il pool dei pm di Milano e quello dei direttori dei quattro giornali, coperti dai poteri forti e sul piano mediatico dalle tv di Berlusconi, che ha voluto salvarsi quando ha capito che Craxi era condannato ad infera, hanno operato nella sostanza una vera e propria rivoluzione perché tale è stata l’eliminazione di ben cinque partiti regolarmente eletti al Parlamento.

La novità è stata che si è trattato di un moderno colpo di Stato realizzato a colpi di avvisi di garanzia, di arresti per ottenere confessioni e attraverso un GIP unico a disposizione della Procura e non di carri armati, paracadutisti, e altri arnesi militari. Se Curzio Malaparte fosse stato ancora vivo, avrebbe dovuto scrivere una nuova versione-edizione del suo libro Tecniche di un colpo di Stato.

La mancata separazione delle carriere fatta in immediata successione e come conseguenza dell’adozione del rito accusatorio, ha avuto sul terreno giudiziario come conseguenza che una associazione del tutto privata, cioè l’ANM, si è impadronita di una sede costituzionale cioè del CSM e lo ha gestito in modo insieme del tutto assoluto e arbitrario cioè attraverso l’intesa politica tra le correnti della magistratura che hanno proceduto a promozioni, assegnazioni di sede, molto rari procedimenti disciplinari, non per titoli ma per contrattazione e lottizzazione.

Da questo snodo fondamentale sono derivate tutte le perversioni possibili e immaginabili, in primo luogo il CSM è stato gestito da una associazione nella quale la divisione della Magistratura era per correnti politiche, destra, centro e sinistra. Già questo di per sé è una bella contraddizione rispetto alla conclamata........

© Il Dubbio