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Le parole del procuratore di Bari, per il quale la riforma «modifica gli equilibri fra politica e magistratura», certificano l'equivoco della critica rivolta dall’Anm alla separazione delle carriere

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08.01.2026

Roberto Rossi è uno dei procuratori di punta della magistratura. Non solo perché dirige un ufficio inquirente di peso come quello di Bari ma anche per il suo attivismo nella campagna per il No alla separazione delle carriere. Formalmente non fa parte del Comitato “GiustodireNo” promosso dall’Anm, ma nel sindacato delle toghe è molto ascoltato. Oltretutto diverse indiscrezioni lo indicano come un possibile candidato al vertice della Procura di Milano, che sarà vacante di qui a un anno, quando l’attuale capo Marcello Viola si congederà dalla magistratura.

Quindi, le dichiarazioni rilasciate dal procuratore Rossi al Corriere della Sera non possono essere archiviate come un’opinione qualsiasi: sono indicative. E colpiscono. Non solo per il tono particolarmente assertivo, che probabilmente è un tratto del magistrato ora alla guida dei pm baresi: basti ricordare l’impeto con cui Rossi disse al viceministro Francesco Paolo Sisto, sul palco di un convegno lo scorso 19 novembre, «ti devi sciacquare la bocca quando parli di Falcone!». Ma non si tratta di questo, non........

© Il Dubbio