Il ministro presenta il suo pamphlet sulla riforma. Il presidente del Cnf Francesco Greco: «Toghe minacciate? Sì, dal loro sindacato»
In apparenza è il solito Carlo Nordio: suggestivo nelle citazioni e suadente nel tono. Ma qualcosa è cambiato anche nel ministro, dopo l’avvio scoppiettante della campagna referendaria sulla sua riforma. Mai come questa mattina, alla presentazione del suo libro, il guardasigilli ha esibito un piglio così belligerante. Al punto da sfidare a duello un’Anm e un Cesare Parodi che «hanno paura di confrontarsi con me perché le loro obiezioni alla separazione delle carriere sono insostenibili». Mai, finora, il guardasigilli aveva dato l’impressione di sentirsi davvero in trincea contro i suoi ex colleghi. Che, dice, sono «indegni» quando lo accusano di essersi ispirato, nella riforma, alla P2 e a Licio Gelli.
Montecitorio. Aula dei gruppi parlamentari. Una folla di giornalisti ma anche di esponenti del governo e della maggioranza è assiepata nella grande sala a forma di emiciclo. Nordio, frontman naturale nella campagna referendaria sulle carriere separate, presenta l’agile pamphlet con cui riassume il senso della legge che i cittadini dovranno “ratificare” il 22 e 23 marzo: il libro, edito da Guerini e associati, è intitolato “Una nuova giustizia”. Al suo fianco, il direttore del Messaggero Roberto Napoletano in veste di moderatore e due relatori: la giornalista de La7 Gaia Tortora e il presidente del Cnf Francesco Greco.
Il guardasigilli parte da qualche “cenno storico”: «Abbiamo ancora un codice penale........
