Il ministro presenta il libro sulla riforma con Barbera: niente slogan, solo Costituzione
Si rincorrono con una certa frenesia i piani per la campagna referendaria. Con chi è partito in anticipo, l’Anm, e chi ha ansia di mettersi in pari, il governo e il centrodestra in generale. Pochi si si interrogano però su quale battaglia abbia in mente, almeno per se stesso, Carlo Nordio. Parliamo dell’autore della riforma. Del ministro che rischia, a ottant’anni dalla Costituente, di scrivere una pagina di storia nell’ordinamento, giudiziario e non solo, della Repubblica. E si è detto anche, da queste colonne, che l’idea di Giorgia Meloni come di Alfredo Mantovano è che debba essere lui, il guardasigilli, il vero protagonista della campagna per il Sì. Dopodiché negli ultimi giorni ha preso il sopravvento la febbre da marketing politico-giudiziario. L’ha contagiata l’Anm attraverso il comitato di cui è azionista di maggioranza assoluta (come ha ricordato ieri in un dettagliato post Enrico Costa).
Il sindacato delle toghe ha diffuso sui maxischermi delle stazioni quel messaggio ingannevole, persino mistificatore ma efficacissimo: se non volete un giudice alle dipendenze della politica, votate No. E così è cambiato un po’ il mood pure nella maggioranza (come segnala un altro servizio sul Dubbio........
