Il caso di Mo Chara, accusato di terrorismo per aver sventolato una bandiera di Hezbollah a un concerto: presentato il ricorso contro l’archiviazione disposta a settembre per vizio di forma
È la storia di un rapper nord-irlandese, Mo Chara, di una bandiera di Hezbollah che sventola su un palco londinese e di un’accusa di terrorismo che ha generato polemiche a non finire.
La vicenda risale al 21 novembre del 2024, giorno in cui il rapper impegnato insieme al gruppo di cui fa parte, i Kneecap, in un concerto al all’O2 Forum di Kentish Town, a Londra, tira fuori la bandiera di Hezbollah e la sventola di fronte alle migliaia di spettatori. Per quel gesto, lo scorso maggio, il rapper era stato incriminato per reati di terrorismo. Un’accusa che Ó hAnnaidh ha sempre respinto, definendola apertamente politica, e che è stata archiviata lo scorso settembre per vizio di forma.
La vicenda ha però preso una piega inattesa…
I pubblici ministeri di Londra hanno presentato un ricorso per opporsi all’archiviazione dell’accusa di terrorismo nei confronti del rapper nativo di west Belfast Mo Chara, all’anagrafe Liam Óg Ó hAnnaidh. L’archiviazione era stata decisa a settembre per un errore formale: l’accusa non è stata formulata entro il termine di sei mesi previsto dalle leggi britanniche, è infatti stata presentata il 22 maggio scorso, esattamente 6 mesi e un giorno dopo il fatto contestato. Il vizio formale è stato sollevato dalla difesa ed accolto dal giudice.
In quell’occasione il magistrato capo, Paul Goldspring, aveva dichiarato alla Woolwich Crown Court che........
