Nata dopo l'11 settembre, l'Immigration and Customs Enforcement è una polizia ibrida, che non risponde a comunità locali né ai procuratori, fuori dal perimetro giudiziario ordinario
Immigration and Customs Enforcement, ovvero l’ICE, un tempo agenzia defilata, quasi invisibile, oggi una milizia paramilitare del presidente Trump per ristabilire law and order nelle città governate dai suoi avversari politici.
L’ICE nasce oltre vent’anni fa, nel cuore della ristrutturazione degli apparati di sicurezza seguita agli attentati terroristi dell’11 settembre 2001. È una delle agenzie create all’interno del Department of Homeland Security, il nuovo super-ministero incaricato di proteggere gli Stati Uniti da minacce interne ed esterne. La sua missione unisce controllo dell’immigrazione, contrasto ai traffici illegali e sicurezza delle frontiere.
Prima del 2003, l’immigrazione era controllata dall’Immigration and Naturalization Service, un’agenzia con una forte componente amministrativa e un rapporto diretto con il Dipartimento di Giustizia. Con l’ICE, quelle funzioni vengono concentrate in un corpo armato federale, dotato di ampi poteri investigativi e coercitivi, ma collocato fuori dal perimetro giudiziario ordinario. L’immigrazione non è più solo una questione burocratica: diventa un problema di sicurezza nazionale.
Da qui nasce l’ambiguità originaria dell’ICE, una polizia senza territorio, che non risponde a comunità locali né ai procuratori; i........
