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Nightmare after Christmas. Cronache di un viaggio di Natale con voli cancellati, elfi, consoli e miracoli

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06.01.2026

E ora qualcosa di completamente diverso, dicevano i Monty Python nel loro circo volante di sketch comici. O meglio: qualcosa di diverso per una rubrica che si occupa di cinema, tv e cultura varia, ma forse non completamente. Perché certe esperienze personali hanno i contorni della fiction, e possono impastare The Terminal di Spielberg – dove Tom Hanks restava bloccato in aeroporto – coi film natalizi – scegliete voi se Babbo Bastardo o un ipotetico Natale al Polo Nord.

Ma non temete, questo non è (solo) un racconto di disavventure turistiche e multinazionali insipienti. Ché neanche Brumotti ha più voglia di indignarsi, tant’è che abbandona Striscia la notizia (o ciò che ne resta). Questo è (anche) un racconto di business delle feste, turismo di massa, differenze culturali ed improbabili eroi italiani all'estero.

Forse conoscete Rovaniemi, specie se avete figli o nipoti piccoli. È una cittadina finlandese che, trovandosi proprio sulla linea del Circolo Polare Artico, nel 1985 si inventò un parco a tema (negli anni cinquanta c’era solo uno chalet di legno costruito per la visita della first lady Eleanor Roosevelt) e lo chiamò Villaggio di Santa Claus: le famiglie vi si mettono in coda per incontrare un signore vestito da Babbo Natale, mandare cartoline dall'ufficio postale di Babbo Natale, seguire un corso all’Accademia degli elfi di Babbo Natale, mangiare renna nei ristoranti di Babbo Natale (destino crudele dopo aver trainato il convoglio di Nonno Gelo).

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E ora qualcosa di completamente diverso, dicevano i Monty Python nel loro circo volante di sketch comici. O meglio: qualcosa di diverso per una rubrica che si occupa di cinema, tv e cultura varia, ma forse non completamente. Perché certe esperienze personali hanno i contorni della fiction, e possono impastare The Terminal di Spielberg – dove Tom Hanks restava bloccato in aeroporto – coi film natalizi – scegliete voi se Babbo Bastardo o un ipotetico Natale al Polo Nord.

Ma non temete, questo non è (solo) un racconto di disavventure turistiche e multinazionali insipienti. Ché neanche Brumotti ha più voglia di indignarsi, tant’è che abbandona Striscia la notizia (o ciò che ne resta). Questo è (anche) un racconto di business delle feste, turismo di massa, differenze culturali ed improbabili eroi italiani all'estero.

Forse conoscete Rovaniemi, specie se avete figli o nipoti piccoli. È una cittadina finlandese che, trovandosi proprio sulla linea del Circolo Polare Artico, nel 1985 si inventò un parco a tema (negli anni cinquanta c’era solo uno chalet di legno costruito per la visita della first lady Eleanor Roosevelt) e lo chiamò Villaggio di Santa Claus: le famiglie vi si mettono in coda per incontrare un signore vestito da Babbo Natale, mandare cartoline dall'ufficio postale di Babbo Natale, seguire un corso all’Accademia degli elfi di Babbo Natale, mangiare renna nei ristoranti di Babbo Natale (destino crudele dopo aver trainato il convoglio di Nonno Gelo).

Un business come un altro, una Disneyland come........

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