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Crans Montana vista dall’Italia e (non) vista dall’Olanda

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07.01.2026

Caro direttore,

si parla molto di diritto alla privacy in Europa, e delle leggi draconiane che controllano noi tutti e non permettono alle multinazionali di impossessarsi dei nostri dati, imponendo cookies dappertutto e rendendo l’accesso ai siti un inferno. Tutto questo però magicamente scompare quando si tratta di dare informazioni su bambini o di cronaca nera.

Per giorni abbiamo visto in chiaro le foto dei bambini della “famiglia del bosco”, bambini di cui conosciamo ogni movimento, ogni ritardo cognitivo, ogni difficoltà. Di quella famiglia ormai sappiamo tutto, abbiamo avuto accesso a tutte le informazioni strettamente personali e private. Ma come è possibile violare la privacy in modo così palese senza che nessuno intervenga?

Adesso siamo passati alle foto dei proprietari del locale di Crans-Montana dov’è avvenuta la tragedia di Capodanno. Sappiamo come si chiamano, quali sono i loro precedenti, quanti soldi hanno, che vita hanno avuto. Che faccia hanno. Mi chiedo come questo sia possibile in un’Europa “regolata” dal Gdpr (Regolamento generale sulla protezione dei dati), o anche soltanto in un Paese civile. Io vivo in Olanda, e non ho mai sentito né giudici né pubblici ministeri rilasciare interviste televisive sui processi in corso; non ho mai visto foto o video di criminali o presunti tali, né........

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