Province, forse non sarà l’anno della riforma. Ma sarà l’anno della solidarietà
Il 2026 non sarà, di certo, un anno di svolta per le Province: nonostante il reiterarsi di un sostegno bipartisan di maggioranza e opposizione, Governo e Parlamento, partiti e movimenti sulla urgenza della revisione profonda delle norme che hanno indebolito le Province, l’avvicinarsi della fine della legislatura senza che nulla si sia fatto non lascia grandi speranze.
Eppure, se è vero che manca il tempo per arrivare ad approvare una legge organica che metta ordine nel caos creato dalla Legge Delrio, è possibile ancora fare molto per dare almeno solidità ad una istituzione che, anche nel cambiamento, continua a giocare un ruolo essenziale nel disegno istituzionale del Paese.
Dalla programmazione coordinata degli investimenti alla messa a terra delle opere pubbliche, le Province hanno costruito un profilo amministrativo estremamente solido, che può essere messo al servizio dei Comuni.
La dimostrazione evidente viene dalle ottime performance nell’attuazione della parte di PNRR assegnata, che permetterà alle Province entro il marzo 2026 di utilizzare tutti i fondi loro destinati per completare quasi 1.400 interventi sul patrimonio dell’edilizia scolastica e di restituire ai cittadini scuole nuove, sicure, moderne. Un grande risultato in un Paese che storicamente fatica a spendere le risorse europee del PNRR o di fondi di coesione.
Terminato il PNRR, resta aperta la mancanza di fondi per proseguire in questa opera essenziale per il Paese. Le scuole superiori italiane gestite dalle Province sono oltre 5.100, non possiamo accontentarci di avere completato opere solo sul 25% di esse. Occorre assicurare una programmazione di ampio respiro, almeno triennale, e proseguire ad investire sulla manutenzione ordinaria. Lo stesso vale per il prezioso patrimonio infrastrutturale gestito dalle Province: oltre 100 mila chilometri di strade, ponti, viadotti e gallerie che sono la rete che tiene insieme il Paese, su cui è necessario mantenere una programmazione di risorse in grado di assicurarne la sicurezza e la praticabilità.
Ma, in attesa di riavere maggiori responsabilità e fondi, quello che si può e si deve fare nel 2026 è continuare........
