menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Che Trump ci provi con la Groenlandia, se serve a risvegliare l'Ue dal suo torpore

13 2
05.01.2026

Dopo l’operazione militare speciale condotta dagli Stati Uniti in Venezuela, che ha portato alla rimozione di Maduro, Donald Trump guarda a nord-est come al prossimo atto della dottrina “Donroe”, la nuova egemonia a stelle strisce sul continente americano. La Groenlandia “ci serve assolutamente”, ha dichiarato il comandante in capo che promette di rendere l’America di nuovo grande – o almeno più estesa.   Peccato per lui, però, che la Groenlandia non sia il Venezuela. Di Trump tutto si può dire, tranne che sia un ipocrita. Se vuole dire o fare qualcosa che soltanto un anno fa sarebbe sembrato impossibile o indecente, al di fuori di ogni convenzione o opportunità politica, l’uomo non si fa scrupoli e lo dice e lo fa. Ma uno straccio di pretesto ha dovuto trovarlo anche per catturare Maduro. Pur avendo immediatamente ammesso, in conferenza stampa, che il vero motivo dell’operazione è economico e geopolitico (leggi il petrolio, anche quello sottratto a Cina e Russia che sono/erano tra i maggiori importatori dell’oro nero venezuelano), Trump ha comunque dovuto incriminare il dittatore nemico per traffico di droga – detta in modo semplice ma sostanziale. “Whatever works”, basta che funzioni, si potrebbe commentare citando il film di Woody Allen: d’altronde anche Al Capone finì in galera per evasione fiscale, non per essere il gangster pluriomicida che tutti sappiamo.     In ogni modo, la Groenlandia non è un narcostato,........

© HuffPost