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Il carisma di Umberto Bossi

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09.04.2026

Un politico carismatico. “Mi rimetto a voi, avvisandovi che se respingerete responsabilmente le mie dimissioni, mi costringerete a farvi fare cose tremende, a mettere in riga troppi professori, troppi scettici senza cuore, troppi cadaveri che parlano”. Era il 1999 e Umberto Bossi si rivolgeva alla platea di Pontida dopo una serie di sconfitte cogenti. Da vero capo e padrone del partito riuscì a ribaltare la situazione a proprio vantaggio. La Lega Nord Bossi l’ha pensata, fondata, guidata con pugno di ferro, pragmatismo tattico e spregiudicato adattamento realista. Le espulsioni erano frequenti e minacciate, il dibattito rimaneva nel livello locale, ma il Capo non poteva essere messo in discussione. Conduceva, o meglio trascinava, la Lega Nord dietro di sé, come ne fosse un’appendice. Le giravolte politiche e programmatiche condussero il partito dall’estremismo di centro all’estremismo di destra. Dalla lotta alla partitocrazia morente dei primi anni Novanta, fino al governo, dalla fatwa contro i nipoti del fascismo in nome dei partigiani delle vallate pre alpine alla infame legge Bossi-Fini.

Dalla fuga dal governo Berlusconi (il piduista di Arcore, come recitava La Padania) dopo il G7 di Napoli del 1994, fino alla corsa solitaria alle politiche del 1996 contro “Roma Polo” e “Roma Ulivo” che consentì al centrosinistra di vincere pur con........

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