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Il rogo di Crans-Montana e il fragile confine tra realtà e virtuale

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03.01.2026

Un video girato pochi istanti prima dell’incendio nel locale di Crans-Montana colpisce drammaticamente per la sua incongruenza. Si vedono ragazzi che ballano e riprendono con il cellulare mentre le fiamme iniziano a correre lungo il soffitto. Poco dopo, la tragedia. Quelle immagini pongono una domanda inevitabile: com’è possibile non rendersi conto del pericolo? È necessario chiarirlo subito: non siamo di fronte a una colpa delle vittime. Qualsiasi lettura moralistica sarebbe ingiusta e irrispettosa. Quelle immagini non chiedono di essere giudicate, ma comprese. Perché parlano di qualcosa che va oltre quel locale e quella notte.

L’età ha un ruolo. Negli adolescenti, anche in relazione allo sviluppo cerebrale, la capacità di valutare rapidamente il rischio e le conseguenze non è ancora pienamente consolidata, e a questo si aggiunge ciò che accade in contesti ad alta attivazione emotiva: musica, gruppo, festa, talvolta alcol. In quei momenti il cervello privilegia l’esperienza immediata rispetto alla prudenza. Ma c’è anche un fattore culturale che non possiamo ignorare. Viviamo immersi in un ambiente digitale in cui la realtà passa costantemente attraverso uno schermo. Filmare è diventato un riflesso automatico. L’evento, prima ancora di essere vissuto, viene “catturato”. Non per superficialità, ma per abitudine.

A questo si aggiunge l’immaginario costruito da........

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