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Fauna selvatica, nuove strutture di Veneto Agricoltura a Chioggia e nel Delta

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monday

Una regia unica per ottimizzare le risorse regionali e aumentare il livello di specializzazione di ciascun centro.

Veneto Agricoltura rivoluziona la gestione dei Centri di recupero della fauna selvatica e lo fa a partire da quello di Treviso che da gennaio è passata dal coordinamento della Provincia a quello dell’agenzia veneta per l’innovazione del settore primario.

Il primo passo di un progetto ampio che oltre al passaggio della gestione di tutti i centri regionali sotto la competenza di Veneto Agricoltura prevede la creazione di due nuove realtà a Chioggia e a Porto Tolle, quest’ultima dedicata alla detenzione delle specie aliene.

L’obiettivo è ottimizzare spese e servizi ma anche inserire i Cras in un sistema che intende fauna e agricoltura come parte di unico ambiente da tutelare attraverso la ricerca e l’innovazione. Il coordinamento con la Provincia resta uguale per il recupero degli animali, che avviene attraverso una rete di volontari.

«La promiscuità generava sprechi di risorse» spiega il direttore di Veneto Agricoltura, Federico Caner. «Ora i fondi regionali arriveranno direttamente a noi, senza passaggi intermedi. I costi di gestione dei Crasi sono di circa 450. 000 euro........

© Corriere delle Alpi