Tutto l’amore di Venezia per Tinto Brass
Sentito, spontaneo, forse tardivo, ma certamente doveroso, il tributo che la Biennale ha voluto concedere a Tinto Brass con il restauro e la proiezione nella serata di preapertura del suo thriller pop Col cuore in gola, film del 1967, ha avuto almeno tre effetti tangibili: ha umanizzato la Mostra, restituendo il giusto valore all’opera di un genio anticonformista che troppo frettolosamente ha finito per essere considerato solo per l’ultima parte della sua produzione; ha portato sotto i riflettori una stagione coraggiosa del cinema italiano, quando – come ha detto la moglie Caterina Varzi - «si facevano film che oggi non si fanno più».
E, non ultimo, ha sancito definitivamente, il legame di Tinto Brass con la città che lo ha adottato, che è stata protagonista delle sue opere - con i suoi palazzi, gli interni, le calli e soprattutto con quella sua dimensione sensuale e decadente - e che è stata anche la sua palestra preferita, trovando peraltro nella Mostra un luogo prezioso per presentarsi e per dialogare con il cinema d’autore.
L’idea di dedicare la preapertura a Brass, ha svelato il direttore artistico Alberto Barbera, è stata del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, già prima della fine di Venezia........
