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La scienziata Annamaria Colao: «A scuola ero una secchiona, il greco mi ha formato»

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L'endocrinologa di fama internazionale e il tempo in cui sedeva tra i banchi: «Ricordo quel compagno che si chiudeva dentro l’armadietto e ci faceva ridere. Io passavo i compiti a tutti. Ci siamo ritrovati grazie ai social»

Foto di classe: il ricordo di un tempo, di un compagno, di un maestro. Un sogno, un’aspirazione, una vocazione maturati tra i banchi. Quando la scuola accoglie, comprende, valorizza e indirizza, ma anche quando respinge, scoraggia o esclude. Un’indagine intervistando chi ce l’ha fatta a diventare qualcuno grazie o nonostante la scuola.

Inauguriamo questa rubrica con Annamaria Colao, endocrinologa di fama internazionale, nota per le sue ricerche in neuroendocrinologia e obesità, nutrizione e patologie metaboliche. Insignita di centinaia di riconoscimenti tra cui il premio alla carriera della Società italiana di endocrinologia.

La foto è del quarto ginnasio, la scuola è il Pontano di Napoli. È ancora in rapporto con i compagni di classe di questa foto?«Certamente. Abbiamo una chat e un appuntamento a cena almeno un paio di volte l’anno. Anche se io non sempre riesco a esserci. Ci siamo ritrovati grazie ai social con quasi tutti quelli che appaiono nella foto, almeno più della metà».

Tra i docenti del suo percorso scolastico c’è quello che definirebbe un maestro?«Al ginnasio l’insegnante che ha fatto la differenza, perché mi ha traghettato verso uno studio più complesso che mi è stato utile per affrontare la facoltà di Medicina, è stato il professore De Girolamo, docente di latino e greco. Quando cominci a studiare il greco avverti una sfida, si apre un percorso nuovo. Lui era severissimo, il terrore di tutti. Ma io l’avevo presa molta bene questa sfida, anzi più appariva difficile, più mi sentivo motivata. È qualcosa che mi........

© Corriere del Mezzogiorno