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Europa ed autonomia strategica: studiosi a confronto alla Summer School di Ventotene per un nuovo «manifesto»

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13.06.2026

Torna la conferenza internazionale capitanata da Andrea Patroni Griffi e propone una riflessione sul ruolo dell'Europa. Una lectio di Enrico Letta

È sempre più forte, nello scenario politico che si va delineando, il valore simbolico di Ventotene, dove nacque l'idea di Europa, come sede della Summer School che torna anche quest'anno, dal 14 al 19 giugno, ad animare l'isola pontina su iniziativa di un gruppo di studiosi, capitanati da Andrea Patroni Griffi, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Napoli Federico II, presidente dell’associazione "Per l’Europa di Ventotene" e direttore scientifico della conferenza internazionale, dedicata quest’anno al tema «Europa e autonomia strategica. Verso un’Unione più forte, sicura e sovrana». 

L’edizione 2026 si svolge in un momento storico nel quale l’autonomia strategica europea è divenuta una questione decisiva: guerre, crisi energetiche, instabilità nel Mediterraneo, sicurezza comune, competizione tecnologica globale, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali, spazio europeo della ricerca e difesa dei processi democratici mostrano quanto il futuro dell’Unione dipenda dalla sua capacità di decidere, produrre, innovare e proteggere i propri interessi fondamentali.  

Il punto di partenza della conferenza, sottolineano gli organizzatori, è netto: l’Europa non può limitarsi a essere un grande mercato o un sofisticato regolatore globale. Per essere davvero autonoma deve disporre anche delle infrastrutture materiali della propria sovranità. Le infrastrutture decisive del nostro tempo — dati, cloud, reti, piattaforme tecnologiche, sistemi digitali, fonti energetiche, infrastrutture critiche e apparati della sicurezza — non possono essere soltanto regolate dall’esterno: devono essere anche presidiate, sviluppate, possedute o comunque governate effettivamente dall’Europa. Senza una più compiuta unione politica, anche di ispirazione federale, l’Europa rischia di rimanere uno spazio economico e regolatorio importante, ma non un soggetto geopolitico pienamente autonomo, esposto alla pressione dei grandi attori globali — Stati........

© Corriere del Mezzogiorno