Emanuele Grimaldi: «Hormuz, grave l’attacco alle navi Msc. E l’Ue incentiva l’autotrasporto ma non anche noi armatori»
Parla il presidente dell’associazione mondiale degli imprenditori marittimi: «Non condivido nulla della politica europea: con gli Ets si spingono sempre più le merci su gomma»
Siede al vertice di un impero il napoletano Emanuele Grimaldi, uno dei maggiori armatori mondiali. La sua conglomerata fattura 5 miliardi l’anno. Conta tra 25 e 27mila dipendenti sparsi ai quattro angoli del globo. E chiuderà i conti 2025 con un Ebitda, margine operativo lordo, che supera un miliardo.
Dottor Grimaldi, tempi bui per le navi, se guardiamo ai tanti, troppi natanti bloccati nel collo d’imbuto dello stretto di Hormuz?«Non faccio parte del coro di chi vede una situazione drammatica in seguito alla guerra tra Usa e Israele da una parte, e l’Iran e i suoi proxy dall’altra. Nel consesso degli armatori mondiali (di cui è presidente, ndr), abbiamo certo discusso con apprensione del ruolo sempre più residuale che hanno i grandi organismi internazionali come l’Onu. Perché siamo tutti convinti che sia fortemente auspicabile la ripresa del dialogo con tutti i Paesi del mondo. L’attacco a navi della Msc che cercavano di attraversare lo Stretto è motivo di evidente preoccupazione».
Il braccio di ferro tra Usa e Iran su Hormuz quanto pesa secondo lei sull’economia italiana, e segnatamente........
