Omicidio Vassallo, il colonnello Cagnazzo prosciolto: «Non fu lui
Rinviati a giudizio gli altri quattro imputati: l'ex brigadiere Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano, Giovanni Cafiero e Romolo Ridosso (che ha scelto l'abbreviato)
Il colonello Fabio cagnazzo
Il colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo è stato prosciolto dall'accusa di concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso e depistaggio. Non fu lui a partecipare all'organizzazione dell'omicidio del «sindaco pescatore» di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, e non fu lui a depistare le indagini. Il gup del tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha prosciolto Cagnazzo, decidendo di rinviare a giudizio gli altri quattro imputati coinvolti nella vicenda. L'ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso ha scelto il rito abbreviato e sarà imputato il prossimo 24 aprile, mentre inizierà il 9 luglio il processo per l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano. Con loro, per la sola accusa di traffico di droga, dovrà difendersi Giovanni Cafiero, genero del boss di camorra ergastolano Gaetano Cesarano.
Sette mesi in carcere
Si erano costituiti parte civile insieme alla famiglia Vassallo anche la Presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri dell'Interno e della Giustizia, nonché il primo sospettato dell'omicidio, il brasiliano Bruno Humerto Damiani. Cagnazzo, difeso dagli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, ha trascorso sette mesi in un carcere militare. «Sapevamo che non c'era alcun elemento che potesse collegare Cagnazzo all'omicidio ed agli altri indagati per lo spaccio di stupefacenti – ha commentato l'avvocato Criscuolo – era pura fantascienza. Giusto così, sono felicissima per Cagnazzo dopo una sofferenza indicibile: dunque, non c’è stato alcun depistaggio».
Il sindaco pescatore ucciso con nove colpi di pistola
Angelo Vassallo fu ucciso la sera del 5 settembre 2010 mentre rientrava a casa. Era alla guida della sua auto, quando qualcuno affiancò la vettura ed esplose contro di lui nove colpi di pistola. Secondo la tesi della Direzione distrettuale Antimafia di Salerno (pm Elena Guarino e Mafalda Daria Cioncada) l'omicidio Vassallo sarebbe stato deciso per nascondere un traffico di droga gestito da insospettabili ad Acciaroli, la frazione marina di Pollica, nel Cilento, nota per la pesca e il turismo balneare. Di lì a poche ore, il sindaco pescatore avrebbe dovuto formalizzare una denuncia.
La Fondazione Vassallo: «Attendiamo esito Riesame»
«La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore prende atto della decisione del Gup del Tribunale di Salerno – fa sapere con una nota il presidente Dario Vassallo – una decisione che segna un passaggio importante in un percorso giudiziario complesso e ancora in evoluzione. C’è un sentimento di amarezza, ma le sentenze si rispettano. Sarà fondamentale leggere con attenzione le motivazioni della decisione, così come attendere l’esito del Riesame richiesto, passaggio che rappresenta un ulteriore snodo rilevante nel quadro complessivo della vicenda». Per il vicepresidente Massimo Vassallo «la verità richiede tempo, ma non può essere fermata».
Pentiti ritenuti inattendibili
Unarma, sindacato dei carabinieri, ha accolto con soddisfazione la decisione favorevole al colonnello Fabio Cagnazzo: «Lo avevamo detto – ha dichiarato il segretario generale Antonio Nicolosi – dopo un lungo calvario, la giustizia lo riconosce. È il momento di restituire dignità professionale e personale a un servitore dello Stato che ha subito pesanti conseguenze sotto il profilo umano e lavorativo». Due volte la Cassazione aveva richiamato il tribunale del Riesame di Salerno, annullando per carenza dei gravi indizi di colpevolezza la misura cautelare nei confronti di Cagnazzo, evidenziando le criticità dell’indagine e, in particolare, delle accuse mosse nei suoi confronti, legate ai racconti di tre collaboratori di giustizia da sempre ritenuti inattendibili. A gennaio, inoltre, il Tar del Lazio ha annullato il decreto con cui il ministero della Difesa, nell’ottobre 2025, aveva disposto la sospensione precauzionale dal servizio per Cagnazzo, reintegrando in servizio l'ufficiale dell'Arma.
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