La democrazia può essere decisa per sorteggio?
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30.12.2025
L’avanzata dei populismi e il consolidarsi di assetti oligarchici in diversi Paesi – dagli Stati Uniti alla Russia, alla Cina – e, per converso, la paralisi decisionale mista al calo dell’affluenza in contesti come Francia, Unione Europea e Italia, sono segnali della stessa crisi della democrazia. Questi leader vengono spesso ammirati per il successo economico e decisionismo, mentre i rappresentanti democraticamente eletti sono sempre più detestati e accusati di immobilismo, elitarismo e distanza dai cittadini. Così nella percezione diffusa, la democrazia elettiva non appare più capace di selezionare decisori pubblici migliori rispetto a quanto riescono a fare altre forme di governo, dalle dittature alle plutocrazie. Di fronte a questa crisi, lo sguardo di molti studiosi si rivolge al sorteggio come a un possibile meccanismo alternativo di selezione dei decisori pubblici. Il sorteggio è un metodo antichissimo: sin dalla Grecia classica, e poi anche nella Venezia e nella Firenze tardo-medievali, è stato utilizzato per individuare cittadini chiamati a ricoprire cariche pubbliche e a prendere decisioni collettive.Se l’impiego del sorteggio in ambito politico è sostanzialmente tramontato con l’età moderna, esso è però sopravvissuto in altri contesti: è ben noto, per esempio, l’uso del sorteggio per la selezione dei giurati nelle Corti americane; un meccanismo in parte analogo è previsto anche in Italia per le Corti d’assise. Di recente, inoltre, il tema è tornato al centro del dibattito con l’introduzione del sorteggio come criterio di selezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura nell’ambito della riforma della giustizia. Sempre in Italia, agli albori del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo sosteneva che i membri del Parlamento dovessero essere sorteggiati dalla popolazione generale. Quella di Grillo non era certo una voce isolata: in tempi recenti l’idea del sorteggio come meccanismo di........
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