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La forza dello «Slalom» di Salvatore e l'impegno da continuare assieme

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19.10.2020

Gentile direttore,
leggo con grande attenzione e partecipazione la rubrica “Slalom” che ha affidato al suo collega Salvatore Mazza. L’articolo pubblicato giovedì 8 ottobre 2020 mi offre l’opportunità non solo di ringraziarvi per lo spazio dedicato alla Sla, ma anche di chiedere al dottor Mazza di continuare. Quarant’anni fa la parola Sla non significava nulla per nessuno. O meglio, aveva un significato terribile e minaccioso per chi ne era colpito, ma gli altri, la maggioranza non ne comprendeva neppure il significato. Oggi quella parola abbiamo imparato a conoscerla tutti. Non è un cambiamento avvenuto così. Dietro c’è una grande fatica, un grande impegno e, spesso, anche uno sforzo doloroso.

L’Associazione che oggi presiedo ne è una testimonianza. Trentasette anni fa qualcuno si decise che non si dovevano più lasciar soli i malati e le loro famiglie. Eravamo tutti convinti che la Sla non era un dolore (o addirittura una vergogna)........

© Avvenire


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