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Tasse, deficit e opinione pubblica Slogan efficaci per il dissesto

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26.06.2019

Siamo arrivati alla resa dei conti finale, dunque. Non la disfida Italia-Europa sulla procedura per debito eccessivo, ma quella tutta interna al governo italiano tra Programmazione neuro linguistica e Programmazione economico finanziaria. La prima, conosciuta come Pnl, è ampiamente utilizzata dalle due anime della maggioranza per guadagnare voti e far presa sul "popolo" o sui "cittadini" a seconda della sfumatura verde o gialla. L’altra, che chiameremo Pef, è un dovere del potere esecutivo per gestire i conti pubblici – i soldi versati dagli italiani sotto forma di imposte e tasse per ricevere in cambio assistenza e servizi – di modo che la ricchezza della Nazione possa crescere e venire quanto più possibile redistribuita con equità. La Pnl ha garantito e garantisce a forze populiste un enorme consenso, perché le soluzioni semplicistiche sono esattamente la chiave del loro fascino, visto che gli elettori non amano pensare che il mondo sia complicato e hanno bisogno di risposte immediate ai loro problemi. La Pef, a cui sta lavorando un "tecnico" come il ministro Giovanni Tria, deve affrontare invece un problema estremamente complesso, per il quale non esistono risposte facili: mettere insieme i soldi per evitare di portare il Paese sull’orlo del default o in alternativa l’Italia fuori dell’euro (default parziale).

Ecco la natura del conflitto. Quello tra le promesse irrealizzabili che assicurano però un enorme dividendo populistico e il senso di responsabilità politica che impone invece scelte anche impopolari. Principio di........

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