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Trump sa che tutte le strade passano dalla Groenlandia

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Le giustificazioni di Donald Trump sono brutali, l’azione politica annunciata è sproporzionata rispetto al problema, i dati della questione sono descritti in modo approssimativo e distorto, ma il contesto che spiega l’attualità del dossier Groenlandia è reale: Cina e Russia stanno rafforzando la loro presenza nell’Artico e i loro progetti per una valorizzazione strategica dell’area a proprio vantaggio stanno facendo progressi. Da qui la necessità per gli Stati Uniti e per gli altri paesi (soprattutto gli Stati artici occidentali: Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) di prendere contromisure.

Dal punto di vista militare, la Groenlandia ha importanza perché è al di sopra dei suoi cieli che andrebbero intercettati i missili di un’eventuale guerra atomica fra Russia e Stati Uniti, ma soprattutto perché insieme all’Islanda, alle Isole Faroe e all’arcipelago britannico rappresenta la barriera al passaggio di sommergibili e navi da guerra russe nell’Oceano Atlantico a partire dalle loro basi nella penisola di Kola e da altri punti di appoggio nell’estremo nord. Attualmente quella è la porta d’ingresso nell’Atlantico per chi viene dall’Artico, anche se in futuro si potrebbe utilizzare il passaggio a nord-ovest fra Canada e Groenlandia grazie allo scioglimento dei ghiacci per via del riscaldamento globale. L’area Giuk (Groenlandia-Islanda-Regno Unito) è da sempre pattugliata da forze Nato in funzione antirussa, mentre la sorveglianza aerospaziale spetta alla base statunitense di Pituffik (già Thule) nel nord-ovest della Groenlandia, che esiste dal 1951. L’urgenza di un monopolio Usa della Groenlandia sotto questo aspetto non si riesce a cogliere.

Le terre rare

L’isola è certamente uno scrigno di materie prime strategiche: contiene 39 dei 50 minerali considerati cruciali per la sicurezza nazionale e la stabilità economica degli Usa. Fra essi terre rare (principalmente ittrio, scandio e neodimio), ma anche grafite, rame e uranio. Infine, al largo delle coste isolane si trovano giacimenti di petrolio e di gas naturale che ammontano rispettivamente a 17,5 miliardi di barili e a 4,2 miliardi di metri cubi. Tutte queste risorse minerarie e di energia non sono attualmente sfruttate da nessun soggetto industriale pubblico o privato a causa delle proibitive condizioni ambientali e degli alti rischi di inquinamento. Ci sono stati approcci da parte cinese, ma sono stati respinti, oppure il soggetto offerente si è poi ritirato. Un totale di sette progetti minerari e infrastrutturali di origine cinese è stato prima presentato e poi bloccato o........

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