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Gli alunni inglesi di 11 anni verranno raddrizzati con i “corsi contro la misoginia”

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07.01.2026

C’è un’età in cui si dovrebbe imparare a leggere, scrivere, fare di conto. In Inghilterra, a partire dagli undici anni, si imparerà anche a distinguere la pornografia dalle relazioni reali, almeno secondo il governo laburista di Keir Starmer. I bambini che mostrano “comportamenti misogini” verranno intercettati, schedati, indirizzati a percorsi correttivi. Gli insegnanti saranno addestrati a riconoscere le inclinazioni sbagliate, gli alunni “ad alto rischio” inviati a «ricevere cure e supporto» per affrontare i pregiudizi contro donne e ragazze.

È l’ultima declinazione dell’ottimismo educativo di Stato, finanziata con un “investimento multimilionario” che promette di sradicare la misoginia dalle scuole inglesi.

La repressione come pedagogia

Alla vigilia della presentazione della strategia governativa per dimezzare “in dieci anni” la violenza contro donne e ragazze, il vicepremier David Lammy affida al Guardian il suo manifesto morale. Parla da ministro e da padre di una figlia e di due maschi. Promette «di mettere in campo tutto il potere dello Stato nella più grande repressione della violenza contro donne e ragazze nella storia britannica». I numeri sono agghiaccianti: una donna su otto vittima di violenza, quasi duecento stupri al giorno, tre donne uccise ogni settimana.

Lammy invita a “fermarsi a riflettere” e indica il punto d’origine di ogni male: «Il modo in cui cresciamo i nostri figli maschi». Mascolinità tossica e sicurezza femminile sarebbero indissolubilmente legate. Colpevoli designati: pornografia da smartphone e influencer come Andrew........

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