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La guerra rovescia il lavoro

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26.02.2026

Nelle crisi profonde la piramide del lavoro rovescia la sua gravità. Le competenze scivolano ai margini e poi verso il basso; le professioni che un tempo garantivano status e stabilità diventano un lusso improduttivo; ciò che un tempo appariva residuale o indegno si impone come unica via di accesso alla sopravvivenza.

È nei luoghi di frattura che si capisce che il lavoro non è solo un’attività economica, ma l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale.

Questo reportage nasce da qui: dall’idea che guerre, sanzioni, inflazioni e regimi illiberali penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità. Ogni shock è un laboratorio, ogni collasso un catalizzatore, e il lavoro, più di molte altre dimensioni, registra queste mutazioni come un sismografo.

In Venezuela la frattura economica ha prodotto un’alchimia crudele: il sapere accademico, eroso dall’iperinflazione, ha perso peso specifico rispetto alla pepita........

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