Il complesso statuario del Talos non si tocca: il Tar Puglia accoglie il ricorso del Comune di Ruvo
Che il complesso statuario del Talos non sarebbe stato rimosso da piazza Dante era chiaro sin dalla conferenza stampa indetta dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia il 18 ottobre 2024. Non si dubitava della legittimità dell’autorizzazione all’allocazione in quel luogo della statua di marmo, scolpita da Max Di Gioia, che si erge su un piedistallo realizzato da un’azienda di Andria, circondata dalle sedute.
Al centro dell’incontro vi era il decreto sanzionatorio n. 1420 del 24 settembre 2024, emanato dal Direttore Generale del Dipartimento per la Tutela Culturale, Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Ministero della Cultura che imponeva il ripristino del progetto così come era stato autorizzato, affinché piazza Dante non venisse danneggiata. In base al decreto, era necessario eliminare tutti gli elementi difformi dal progetto autorizzato nonché sanare lievi anomalie e cioè: “-a) maggiore altezza totale della scultura su piedistallo; -b) posa in opera di pavimentazione sull’intera area di sedime della scultura e oltre il perimetro che ingloba le sedute; -c) lievi difformità dimensionali in merito alla distanza fra il piedistallo e le sedute; -d) incisioni sul fianco delle sedute dei nomi degli sponsor che hanno eseguito l’opera”.
Il Comune avrebbe dovuto adempiere alle indicazioni del Ministero entro il 24 dicembre 2024.
Il decreto sanzionatorio era stato immediatamente impugnato dinanzi al Tar Puglia sezione III dal Comune di Ruvo di Puglia (veniva sospesa l’efficacia dello stesso decreto) che deduceva come le opere di posizionamento della statua fossero conformi all’autorizzazione rilasciata e comunque sia non comportassero alcun “danno”. E il Tar Puglia, con sentenza del 29 ottobre 2025, ha accolto il ricorso del Comune e ha annullato gli atti impugnati dallo stesso.
Infatti, come emerge dalla relazione tecnica di parte, depositata dal Comune, “le opinate “difformità” sono da confinarsi nell’area dell’irrilevante, in quanto: i) la maggiore altezza della scultura è marginale, pari a soli 5 cm, se si considera l’adeguamento del posizionamento alla base in concreto tecnicamente possibile, atteso anche che qualsiasi artista indica le caratteristiche di quanto andrà a realizzare sempre con un certo margine di approssimazione, non potendo la creazione artistica, per definizione, essere in toto........© RuvoLive
