Tecnici sì, politica no? Così si perde il territorio
Gentile Direttore, ad elezioni regionali concluse, al di là dei roboanti comunicati, soprattutto della Sinistra, Schlein in testa, che inneggiava alla “larga” vittoria del cosiddetto “Campo largo”, di recente invenzione in pura “lingua politichese”, in realtà si è registrato il sostanziale “status quo” nelle tre Regioni interessate al voto. La Puglia, già governata dalla Sinistra, che riconferma il dato; il Veneto, già governato dal Centrodestra, che pure riconferma il dato; e la nostra Campania, governata sempre dalla Sinistra, con un vulcanico presidente De Luca, che conferma anch’essa il dato, ma in tono molto minore. Dove sia “lo scossone” rifilato al Governo Meloni non si sa.
Nella nostra Regione, anzi, registro il dato elettorale di una Sinistra con De Luca al 70% nelle passate elezioni del 2020 e il Movimento 5 Stelle, che cinque anni fa si presentava con una candidatura autonoma alla Presidenza, alla soglia del 10% dei voti. Il “Campo largo” vittorioso oggi comprende, nella coalizione che ha portato all’elezione a presidente il pentastellato Roberto Fico, sia i partiti della Sinistra sia i 5 Stelle. Se la matematica non è un’opinione (e non lo è), ci si doveva aspettare un risultato che fosse all’80% dei voti a Sinistra (70% P.D. e altri, più 10% dei 5 Stelle); come è noto, invece, il buon Fico è stato eletto con una percentuale di voti complessivi di poco superiore al 60%. Se questa è “schiacciante vittoria” della Sinistra e “avviso di sfratto per la Meloni”, allora consiglierei al Primo Ministro di non affaticarsi più di........
