Il valore dei classici nella formazione umana
Gentile Direttore, leggo su “Il Giornale”, che con grande piacere viene allegato gratuitamente ogni giorno al “Roma”, come da tradizione familiare mai mancante dalle mie letture quotidiane, un bell’articolo del professor Stefano Zecchi dal titolo “Come salvare il Liceo Classico”.
Chi sia Stefano Zecchi credo lo sappiano in molti, soprattutto per le sue numerose apparizioni in programmi di intrattenimento televisivo. Non molti sanno, però, che il professor Zecchi ha frequentato il liceo classico “Marco Polo” a Venezia; si è laureato in filosofia all’Università degli Studi di Milano con 110/110 e lode e, già dal 1979, è diventato professore ordinario della cattedra di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Padova. Ometto tutti i riconoscimenti e altri incarichi ricevuti dallo studioso, che ha insegnato perfino a Calcutta, in India.
La fonte da cui promana l’articolo, di cui nella mia premessa, è assolutamente di grande spessore. L’articolo del professore parte dall’amara constatazione della “fuga” dei nostri ragazzi dalle scuole classiche per la più facile scelta delle materie scientifiche o professionali.
“Nulla quaestio” su tale scelta, ma quello che è opinabile è la motivazione che ne è la fonte: il liceo classico è considerato dalla maggioranza delle famiglie un luogo di insegnamento tradizionalista, nostalgico del passato.
E così, mentre i “tifosi” del cosiddetto “moderno” hanno, nella pratica dello stesso........
