Ungheria: tra Ue e Usa. Orbàn alla sfida del tempo
In Ungheria oggi si vota. Elezioni parlamentari. Il primo ministro Viktor Orbàn rischia di perdere il potere; Donald Trump l’alleato europeo più affidabile; Vladimir Putin l’interlocutore che ha compreso meglio e più degli altri leader dell’Ue la dimensione del disastro compiuto dal regime ucraino e dall’amministrazione democratica Usa nello spingere la Federazione russa a “recuperare” le regioni russofone strategicamente cruciali, ambìte da una Nato avanzata fino a penetrare nei suoi confini ex sovietici.
Favorito nei sondaggi, che però non sempre l’azzeccano, è Peter Magyar, che divorziò in contemporanea da sua moglie Judit Varga, ch’era ministro della Giustizia, e dal premier. Gli istituti demoscopici indicano il Fidesz (acronimo di Unione dei giovani democratici), il partito di Orbàn, stavolta indietro nelle intenzioni di voto. In testa Tisza (Libertà e onore) la formazione diMagyar.
Degli altri tre partiti minori in lizza, l’unico che i sondaggi presumono possa superare lo sbarramento del 5% ed entrare in parlamento è Mi hazank (Patria nostra) mentre la sinistra dei Dk (Democratici) e i radicali di Kètfarkukutyapart (Cane a doppia coda) mancherebbero l’obiettivo. Il sistema di voto è misto, i collegi uninominali........
