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Meloni tra gag e polemiche, la frecciata a Vannacci e la battuta su Fiorello /

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09.01.2026

Roma, 9 gennaio 2026 – Non solo riforme, scenari internazionali e immancabili richiami alla stabilità. La consueta conferenza stampa è diventata ormai di inizio anno, come rivendicato dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Abbiamo inaugurato una nuova tradizione”. Davanti a una platea dell’Aula dei Gruppi parlamentari fitta di giornalisti, la premier ha risposto a quaranta domande. E, per restare in tema tradizione, nel corso delle tre ore di conferenza non sono mancate irritazioni, repliche stizzite a domande insidiose e qualche intervento a sorpresa. L’ironia e l'improvvisazione, d’altronde, sono un tratto distintivo di Giorgia Meloni.

E’ proprio un episodio inatteso ad aprire la conferenza stampa di inizio anno. Il sindacato dei giornalisti, la Fnsi, inscena una protesta e mostra un paio di striscioni alla premier e alla sala sui 10 anni senza contratto di categoria. Nulla che alteri la scansione dei lavori, dopo qualche minuto la premier continua decisa la conferenza. Parte qualche applauso quando difende Matteo Salvini e l’intera maggioranza dall'accusa di essere "filo-Putin". Giornalisti filo-governativi in sala, chiede qualcuno. Lo staff, assicura qualcun altro. “Era un applauso di auguri”, e non di adesione politica, come a suo tempo aveva chiarito il presidente dell'Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli. Lo stesso è intervenuto anche in un secondo momento, invitando il collega del Corriere della Sera ad accelerare l’esposizione della domanda ‘articolata’, pena la........

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