Ernesto Maria Ruffini: “Spero ci siano le primarie di coalizione. Serve unità sulla politica estera”
Roma – L’intervento di Trump in Venezuela e le sue minacce alla Groenlandia segnano un cambio di paradigma. L’Italia e l’Europa appaiono disorientate: che fare?
“I fatti del Venezuela sono chiari: siamo davanti a una grave rottura dell’idea di ordine internazionale che avevamo. Il dato politico per noi più rilevante, però, riguarda l’Europa. Come Italia, Germania, Francia e assieme come Unione siamo rimasti spettatori. La gravità non è tanto nell’essere spettatori di fatti lontani, quanto nel subire il cambiamento dell’ordine che abbiamo contribuito a creare”.
È preoccupato e netto Ernesto Maria Ruffini, avvocato, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, che, la politica la respira da quando è nato sulla frontiera del cattolicesimo democratico e che da qualche mese gira la Penisola impegnato con il suo movimento Più Uno.
Un colpo è stato battuto, però, dall’Europa con lo stop alle mire trumpiane sulla Groenlandia.
“Il comunicato congiunto appare davvero il minimo. Ma non basta ribadire valori e principi di cooperazione e multilateralismo: bisogna avere la forza di promuoverli e affermarli. Per questa ragione è diventato urgentissimo un salto in avanti del progetto europeo per mettere in sicurezza quell’equilibrio capace di tenere insieme libertà e solidarietà, crescita e tutele sociali, rigore istituzionale e diritti fondamentali. Ma senza una capacità........

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