“Mojtaba Khamenei è stato ferito”. L’Iran minimizza: “Sano e salvo”. Guerra (anche) di propaganda /
L'immagine della nuova Guida suprema Mojtaba Khamenei esposta durante il funerale di massa per le guardie della rivoluzione morte durante i bombardamenti di Usa e Israele sull'Iran
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Le due parti in guerra, Iran da una parte, Usa e Israele dall’altra, continuano a bombardarsi a vicenda e c’è chi teme un allargamento del conflitto a stretto giro. Ma il presidente Trump non sembra essere particolarmente preoccupato. Anzi. In un’intervista ad Axios, sito sempre molto bene informato sull’amministrazione americana, il tycoon ha detto che quasi tutto l’Iran “è stato distrutto” e che non c’è “più niente da bombardare”.
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Nonostante tutto questo successo, però, non ha detto quando finirà la guerra. “Quando vorrò, finirà – ha detto -. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente”. Alle minacce di Trump si accodano anche quelle di Eyal Zamir, il Capo dell’esercito israeliano, che ha bombardato nuovamente Beirut, uccidendo quattro persone. “Dico a tutti i nostri nemici: nessuno è al sicuro. Sapremo come raggiungere chiunque cerchi di danneggiare i cittadini dello Stato di Israele”.
Zamir con chiaro riferimento a Hezbollah ha anche aggiunto che sono pronti a eliminare il braccio armato dell’Iran in Libano e che la campagna contro Teheran aiuterà ad accelerare questo processo, dicendo che i comandanti della Repubblica islamica uccisi fino a questo momento “sono a migliaia”.
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È ancora viva, invece, la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader Ali. Ma non si è ancora capito come Mojtaba Khamenei stia realmente. Come spesso succede in questi casi, alla guerra con le armi si aggiunge anche quella delle versioni. Secondo Cnn, l’ayatollah sarebbe stato ferito il 28 febbraio nello stesso raid che ha ucciso suo padre, sua moglie, un figlio e altri parenti o in un altro bombardamento: avrebbe una caviglia fratturata e lacerazioni al volto. Il New York Times parla di possibili ferite anche all’addome.
Molto diverso il racconto da Teheran. Secondo Yousef Pezeshkian, figlio del presidente della Repubblica, Masoud, la neo Guida Suprema sarebbe “sana e salva”. “Ho saputo dell’infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi”. Qualunque sia la verità, Mojtaba non ha ancora tenuto il discorso tradizionale di insediamento e questo alimenta le voci che le sue condizioni potrebbero essere più gravi di quello che afferma Teheran. Potrebbe però essere anche solo una precauzione. Qualsiasi passo falso potrebbe consentire altri attacchi mirati.
Ma, anche senza la Guida Suprema, ci sono i Pasdaran che pensano ad alzare i toni dello scontro. “Contempliamo solo la resa totale del nemico. Porremo fine alla guerra solo quando l’ombra del conflitto sarà stata rimossa dal Paese” si legge in una nota. Un’eventualità che preoccupa molti leader, in primis, quello turco, Recep Tayyip Erdogan, che fino a questo momento ha dichiarato di non voler essere coinvolto nel conflitto e che è tornato a chiedere la fine del conflitto “prima che diventi più grande e travolga completamente la regione nelle fiamme”.
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