Con lo smartphone in mano mentre tutto brucia: se filmi, l’orrore sembra meno reale. “Non è vanità: è choc”
Roma – Capodanno a Crans-Montana. Un locale notturno diventa una trappola: fuoco, fumo, urla. 40 giovani morti, oltre cento feriti e dispersi, anche italiani. Due immagini hanno spaccato l’opinione pubblica. Da un lato chi, accecato dal panico, spinge e travolge per salvarsi. Dall’altro chi resta immobile a filmare l’inferno con il cellulare in mano. Il tribunale del popolo ha già sentenziato con i commenti sui social network: chi scappa è un egoista, chi filma un mostro in cerca di like. Una lettura comoda, perché serve a illuderci che noi, lì dentro, saremmo stati diversi.
La verità è un’altra. Sotto una minaccia improvvisa il cervello non ragiona,........
