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La musica del 2026: concerti, nuove star e vecchie glorie

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11.01.2026

Il talento di Olivia Dean, il ritorno di Robbie Williams e i live di Iron Maiden, Bruno Mars e Ultimo

Negli ultimi anni il presente e il futuro della musica pop sono stati immaginati come una corsa tecnologica: algoritmi, formati brevi, velocità di consumo. Una frenesia che ha proiettato, soprattutto gli artisti più giovani, in una sorta di presente perennemente accelerato: canzoni a raffica, presenza social ossessiva, esibizioni live sempre e ad ogni costo anche senza la preparazione minima per affrontare decentemente un palco.

Un diluvio di note e voci che ha man mano trasformato le piattaforme streaming in giganteschi contenitori di cloni e dilettanti allo sbaraglio. Proprio per questo tra artisti, manager e major una consapevolezza condivisa: la sovrapproduzione non genera più valore. Pubblicare costantemente non equivale a esistere. Il baricentro si sta spostando dalla presenza continua alla costruzione di cicli: album pensati come capitoli, tour concepiti come narrazione, ritorni programmati come eventi.

Ecco perché il 2026 potrebbe essere l’anno del cambiamento della fine dell’ansia da produzione. In questo scenario emergono figure che non incarnano un genere, ma un metodo. Olivia Dean e Adéla appartengono a due poli apparentemente inconciliabili,  intimità e provocazione, eppure raccontano la stessa esigenza: restituire al pop un’identità riconoscibile, non replicabile. A queste traiettorie si aggiunge un terzo movimento, solo in apparenza retrospettivo: il ritorno di Robbie Williams, che illumina il presente più di quanto non celebri il passato. 

Olivia Dean, 26 anni, inglese, nominata ai Grammy Awards del prossimo febbraio nella categoria Best........

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