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Franco Basaglia, l’uomo che rese i malati di mente persone normali

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04.01.2026

Chi era davvero Franco Basaglia? Una mostra a Gorizia racconta l’uomo, la sua rivoluzione nei manicomi e l’eredità culturale che ha cambiato la psichiatria italiana

Molti lo conoscono per la Legge Basaglia, che porta il suo nome. Pochi tuttavia conoscono l’uomo, i suoi sogni, la sua storia in modo approfondito. E in occasione del premio assegnato a Gorizia come Capitale europea della cultura 2025, c’è una mostra che vuole riportare l’attenzione su una figura che ha profondamente segnato la storia della città e, con essa, quella dell’intera società italiana. Parliamo di Franco Basaglia.

Proprio a Gorizia nacque una delle più grandi rivoluzioni culturali in Italia, una rivoluzione che cambiò per sempre il modo di guardare alla malattia mentale. Per questo, al Museo di Santa Chiara, l’esposizione fotografica Franco Basaglia. Dove gli occhi non arrivavano riporta alla luce un tema molto delicato, fonte di ispirazione per capolavori letterari (come Don Chisciotte della Mancia) e cinematografici (impossibile non pensare a Qualcuno volò sul nido del cuculo). 

A raccontare quell’epoca straordinaria sono tre fotografi di fama internazionale: Gianni Berengo Gardin, Raymond Depardon e Ferdinando Scianna. Con i loro obiettivi e la loro sensibilità, essi seppero più di tutti catturare l’umanità che si celava dietro le mura di un manicomio. Le loro immagini restituiscono il senso più autentico dell’intuizione di Basaglia: l’idea che la cura non possa esistere senza libertà, e che la dignità della persona venga prima di ogni diagnosi. È proprio questo il vero significato della mostra a Gorizia.

Basaglia portò avanti un impegno che andava ben........

© Panorama