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Così "antagonisti" e criminalità gestiscono le occupazioni abusive

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17.12.2019

Gli ultimi due antagonisti legati al racket delle occupazioni abusive sono stati arrestati a metà novembre per un «esproprio proletario»: avevano «fatto la spesa» in un market di via Ponti a Milano ed erano usciti senza pagare, portandosi via perfino cibo in scatola per animali, deodoranti per le ascelle e trucchi. Sprezzanti. Peccato che quell’atteggiamento da finti Robin Hood è chiaramente illustrato nel codice penale alla voce «furto». E, stando ai contenuti di un dossier della Digos, avevano frainteso anche il concetto di aiuto ai poveri: un mese fa erano stati denunciati per aver malmenato e minacciato due cittadini marocchini ai quali avevano affittato una casa occupata abusivamente.

È il racket degli alloggi, fenomeno diffuso in tutta Italia, appannaggio oltre che della malavita, di gruppi autonomi di sinistra e caporali che sfruttano gli immigrati. L’epicentro è a Milano. Al quartiere Barona, per esempio, a leggere i documenti della polizia, c’è un gruppo di antagonisti molto attivo che porta avanti il business sin dal marzo 2016. C’è chi è stato picchiato perché non aveva pagato l’affitto. Ma anche chi si era allontanato da un corteo di protesta. Perché c’è anche quello nel «pacchetto». L’obbligo di partecipare alle manifestazioni contro tutto ciò che da loro viene individuato come fascista. E negli atti giudiziari sono finite testimonianze di questo tenore: «Se ti allontani, ti chiamano e ti obbligano a tornare dove si svolge la protesta. Sempre sotto la minaccia di toglierti la stanza o l’appartamento, ci obbligano a partecipare a tutte le........

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