La strage di Crans-Montana e quella tragica equazione che continua a ripetersi
«Mio padre mi ha sempre cresciuto così: “Se c’è un pericolo scappa!”». Sono le parole di un ragazzo fuggito illeso dall’incendio di Crans-Montana e che non si possono ignorare, proprio per questo accentuano ancor di più la profonda ferita di questa tragedia e il dolore che ha causato.
Tirano in ballo non solo l’importanza di un percorso educativo sui temi della sicurezza, che può essere proposto con semplici parole che riguardano tutti, ma anche la responsabilità che ognuno di noi porta con sé nel gestire quella degli altri, di possibili nostri ospiti.
Non sono impegni da poco e tirano in ballo il nostro senso di vivere in una società nel rispetto di ognuno. Gli ambienti della nostra quotidianità, infatti, dovrebbero garantire le necessarie condizioni di sicurezza, invitarci ad entrare mettendo al centro la qualità del servizio offerto, tra cui le prestazioni della sicurezza non rappresentano certo un aspetto minimale. Anche l’ambiente per una festa di fine anno dovrebbe essere così.
L’evento di Crans-Montana ci risveglia violentemente su questi temi sbattendoceli in faccia. Forse non siamo molto........
