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La Mecca sotto attacco sciita: torna la guerra civile islamica

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17.09.2026

Dal 1986 il re dell’Arabia Saudita ha smesso di farsi chiamare “Sua Maestà” e ha preso un altro titolo, “Custode delle due sacre moschee”. La sovranità sulla Mecca e su Medina separa Riad da un qualunque emirato ricco, le dà il titolo per parlare a nome di due miliardi di musulmani ed è l’unica cosa che il regno non può diversificare. Martedì sera la contraerea saudita ha abbattuto a sud della Mecca un drone partito dallo Yemen. Nessun danno, nessun ferito, ma una rinnovata consapevolezza: la sicurezza del santuario dipende da un missile che può sbagliare. L’islam, infatti, arriva alla Kaaba, il cubo di pietra al centro della Grande Moschea, solo quando lo scontro interno diventa totale. Nel 930 i qarmati, setta sciita ismailita dell’Arabia orientale, massacrarono i pellegrini nel santuario e si portarono via la Pietra Nera, che restituirono 22 anni dopo.

L’ultimo precedente è del luglio 2017, quando venne intercettato un missile balistico in rotta verso la città santa. Gli Houthi, milizia sciita zaidita che dal 2014 controlla la capitale, Sana’a, e il nord dello Yemen, hanno negato la responsabilità dell’attacco: i bersagli erano impianti petroliferi e basi «lontani dai........

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