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Una virgola del destino e quei giovani fantasmi

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05.01.2026

Dio ride dei piani degli uomini. Loro, gli uomini, pensano, organizzano, programmano, si industriano, illudendosi di essere padroni della propria vita, di indirizzarla, di deciderla, di esserne proprietari. E invece basta una virgola del destino e cambia tutto. Hai sedici anni. Vai a una festa. E dopo un minuto sei morto. Senza alcuna colpa, senza alcuna coscienza. La vita se ne è andata e tu non te ne sei neppure accorto.

Solo la saggezza infinita dei nostri fratelli maggiori, venata da quell’ironia amarissima che ha rappresentato l’unica arma di difesa per sopravvivere a tremila anni di persecuzioni - non si è il popolo eletto per caso - poteva condensare in questo proverbio yiddish tutta la fragilità e l’imprevedibilità della vita, segnata da un filo rosso per noi incomprensibile, inaccettabile e impermeabile a ogni tentativo di renderlo razionale. L’uomo progetta, Dio ride, appunto.

Alla fine dei conti, non resta che questo per rassegnarci alla strage dei ragazzi avvenuta nella notte di San Silvestro a Crans-Montana. Certo, ci sono gli elementi di cronaca, molteplici ed eclatanti. Le responsabilità, a prima vista clamorose, dei proprietari e dei gestori del locale, per i quali si profila un vastissimo e vergognoso mare di guai. La carenza evidente dei sistemi e delle procedure di sicurezza. I materiali probabilmente non a norma con i quali era rivestito il locale. L’affollamento incontrollato di giovani, anche di età non consentita dalla legge. L’abuso di alcol. I comportamenti pericolosi prima,........

© La Provincia di Como