Una virgola del destino e quei giovani fantasmi
Dio ride dei piani degli uomini. Loro, gli uomini, pensano, organizzano, programmano, si industriano, illudendosi di essere padroni della propria vita, di indirizzarla, di deciderla, di esserne proprietari. E invece basta una virgola del destino e cambia tutto. Hai sedici anni. Vai a una festa. E dopo un minuto sei morto. Senza alcuna colpa, senza alcuna coscienza. La vita se ne è andata e tu non te ne sei neppure accorto.
Solo la saggezza infinita dei nostri fratelli maggiori, venata da quell’ironia amarissima che ha rappresentato l’unica arma di difesa per sopravvivere a tremila anni di persecuzioni - non si è il popolo eletto per caso - poteva condensare in questo proverbio yiddish tutta la fragilità e l’imprevedibilità della vita, segnata da un filo rosso per noi incomprensibile, inaccettabile e impermeabile a ogni tentativo di renderlo razionale. L’uomo progetta, Dio ride, appunto.
Alla fine dei conti, non resta che questo per rassegnarci alla strage dei ragazzi avvenuta nella notte di San Silvestro a Crans-Montana. Certo, ci sono gli elementi di cronaca, molteplici ed eclatanti. Le responsabilità, a prima vista clamorose, dei proprietari e dei gestori del locale, per i quali si profila un vastissimo e vergognoso mare di guai. La carenza evidente dei sistemi e delle procedure di sicurezza. I materiali probabilmente non a norma con i quali era rivestito il locale. L’affollamento incontrollato di giovani, anche di età non consentita dalla legge. L’abuso di alcol. I comportamenti pericolosi prima,........
