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Borse di impiego contro la fuga dei giovani dal Veneto: «La Regione finanzi attraverso l’Irpef»

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16.03.2026

«L’idea è buona, ma si deve affrontare il nodo delle risorse, il pubblico deve fare la sua parte. Proprio nei giorni scorsi, in Australia, un giovane veneto mi diceva che in 15 giorni prende quanto percepiva in Italia in un mese».

Mario Pozza, presidente della Camera di commercio Treviso-Belluno e di Assocamere estero, commenta così l’idea delle «borse per l’impiego», lo strumento lanciato da un manifesto firmato da docenti universitari, economisti, manager , sindacalisti, designer ed esponenti politici per combattere la fuga dei giovani al Veneto: oltre 7 mila nel 2024, a fronte di meno di 700 entrati.

Il manifesto di un gruppo di manager, universitari e sindacalisti: «Patto per integrare i bassi stipendi e favorire la carriera dei ragazzi»

Mancanza di di appeal, basse retribuzioni, standard dei servizi, perdita di competitività intaccano il modello veneto», dicono i firmatari del manifesto: i manager Luca Vignaga e Stefano Pozzi, gli imprenditori Carlo Pasqualetto (Azione) e Maurizio Zordan, i professori universitari Paolo Gubitta, Fabrizio Dughiero, Giancarlo Corò, Elisa Barbieri e Vania Brino, il consigliere regionale Nicolò Rocco (Azione), lo storico sindacalista Luigi Copiello, il creativo Matteo Pozzi.

L’iniziativa dovrebbe scaturire da un patto istituzioni-mondo economico per riconoscere ai neoassunti «borse di impiego» che integrino stipendi tra i più bassi d’Italia per garantire prospettive di carriera.........

© La Nuova di Venezia